Nuove collaborazioni…con passione!

Quando la Scrittura e la Musica ti fanno fare BOOM! 

Non importa quanto sei impegnato, quando le passioni ti fanno battere il cuore, riesci sempre  a trovare il tempo di fare tutto. A costo di fare le ore piccole o alzarsi mooolto presto al mattino.

Da qualche mese ho iniziato a collaborare con il Blog Agenzia Letteraria Sul Romanzo, per dissetare la mia voglia di scrittura, di lettura, di opinione.

E poi, ho iniziato a collaborare anche con Extra! Music Magazine, perchè, come ho già detto, io senza la musica non ci so stare

Vi segnalo due articoli scritti per “Sul Romanzo” : uno è la recensione del meraviglioso libro, “Il Sale”, scritto da Jean-Batiste Del Amo e l’altro è un articolo riguardante John Lennon e Oko Ono. Vedete?! Anche quando si parla di scrittura io riesco ad infilarci la musica.

Per Extra! invece ho avuto il piacere di intervistare una rock band inglese tutta al femminile, le esplosive JOANovARC

E poi  la live review del magnifico ritorno di Katie Tunstall, in un esclusivo concerto al Jazz Cafè di Londra. (con le magnifiche foto di Selena Ferro)

Sono stanca, ma così felice e soddisfatta. Amici, seguite sempre le vostre passioni! Senza nessuna riserva

Johnny Gallagher and the Boxtie Band in concerto, in una unica data in Italia

Quando il Blues infiamma la calda estate del Monferrato

L’unica data italiana del chitarrista irlandese Johnny Gallegher e la sua band, ieri sera, domenica 5 Agosto, a Roatto, un piccolo paese immerso nel Monferrato. Quando l’ho letto non ci potevo credere, perché Jonnhy Gallagher  è considerato tra i migliori chitarristi irlandesi, del Regno Unito e dell’attuale panorama musicale blues. Con la sua band gira l’Europa e in un calendario fittissimo di concerti, hanno aperto il Tour Mondiale degli Iron Maiden, ha suonato con gli ZZ Top e Joe Satriani.

Dal vivo ha un carisma eccezionale,  e la sua particolarità è quella di rielaborare le canzoni, che possono essere i grandi classici del blues ma anche pezzi decisamente più rock, secondo il sua personalissimo stile, che fonde elementi di blues, rock, country, jazz, roadhouse. Il risultato è un mix che coinvolge, emoziona e lascia sempre spazio all’improvvisazione.

Jonny Gallagher ha ereditato la passione dal padre musicista e già a dodici anni suonava come batterista nella band di famiglia. Il Blues gli scorre nel sangue e si vede, perché riesce naturalmente ad trasferire le emozioni e la profondità delle canzoni attraverso la sua chitarra, attraverso la sua voce accesa e potente, in continui cambi di ritmo, di suoni, una insieme di virtuosismi che è difficile da vedere anche sui grandi palchi rock.

Johnny Gallagher è come se suonasse e cantasse in assenza di tempo. Le note scivolano sulle emozioni, le corde stridono elettrizzando il pubblico. 

Johnny Gallegher e The Boxtie Band con Riki Massini

Ci ha fatto ascoltare brani di Peter Green, Jimmie Rodgers, Lynyrd Skynyrd, per arrivare The house of Rising Sun degli Animals e Hey Joe di Jimi Hendrix, per citarne alcune. 

Ospite della serata l’amico Riki Massini, biellese,  chitarrista blues di fama internazionale. Vederli insieme sul palco in una sinergia così complice, mentre si divertivano, è stato impagabile. 

Eccezionale l’interpretazione di Johnny B. Goode di Chuck Berry, forse la più grande canzone della storia del rock, come l’ha definita lo stesso Gallegher, in una session strepitosa che è durata 15 minuti, con il pubblico in completo visibilio.

Quando me ne sono andata, ho pensato: stasera ho visto un vero concerto rock. Può sembrare banale, ma, non sempre succede. Non sempre si ha la fortuna di vedere un artista che si da così tanto, non sempre le chitarre e la musica arrivano dentro fino a farti vibrare le cellule. Ma ieri sera è successo.

Otto modi per entrare gratis ad un concerto

Potete scegliere, a vostro rischio e pericolo, di utilizzare il metodo più antico del mondo, ovvero scavalcare il muro (ma anche imbucarvi per le vigne), per entrare gratis al vostro concerto preferito. Se volete farlo, andate direttamente al punto otto della lista. Ma, in realtà esistono alcuni altri metodi, meno rockandroll forse, ma almeno “legali”, per poter godere di un concerto completamente gratis!

1. Partecipate ai concorsi

Oggi giorno quasi tutte le radio nazionali organizzano dei concorsi per vincere i biglietti di molti importanti concerti. Quindi iscrivetevi alle newsletter e seguite i siti web ufficiali. Stessa cosa per gli organizzatori, tipio Vivo Concerti o Live Nation, per citarne alcuni. Iscrivetevi alle newsletter, in questo modo potete avere in anteprima molti dettagli e sapere se ci sono concorsi, quiz, etc per poter vincere biglietti gratis o addirittura meet and greet con gli artisti.

2. Scrivete o fotografate la musica

Se la fotografia o la scrittura sono le vostre passioni allora potere aprire un blog vostro oppure cercare collaborazioni gratuite con blog già esistenti. Contattando poi gli organizzatori di concerti  (piccoli, ovviamente, come festival locali, venue indipendenti, etc) potrete ottenere un accredito per entrare gratuitamente come fotografi /stampa e fare poi una recensione che pubblicherete sul blog/sito web con cui collaborate. E’ più facile di quanto sembra!

3. Concerti e Festival Gratuiti

Ce ne sono tantissimi. Dai grandi eventi come Radio Italia Live, ai concerti di Ferragosto o di Capodanno nelle piazze, ai Festival estivi in città che propongono sempre concerti gratis anche con artisti importanti. (Elio e Le storie Tese, The Kolors, Antonella Ruggiero, per citarne alcuni). Molti centri commerciali organizzano, sopratutto d’estate, piccoli festival che sono sempre completamente gratuiti, e molto spesso ospitano artisti importanti. Cercate sul web (parola chiave : concerti gratis) o nelle vicinanze di dove vivete. Ultimamente anche le piccole città stanno organizzando eventi gratuiti che potrebbero davvero stupirvi!

4. Impietosire un bagarino

Si può. L’ho visto con i miei occhi. Dovete essere teen ager (o sembrare tali), avere buone capacità di recitazione e avere un padre complice. Addocchiate il vostro bagarino, poi avvicinatelo e ditegli che vi interessa il biglietto ma che state aspettando vostro padre, (che ha i soldi per pagare) e che sta arrivando, ma è bloccato nel traffico. Poi allontanatevi. Riavvicinatevi e mostrate i primi segni di insofferenza perchè vostro padre non arriva.  Telefonategli almeno un paio di volte (davanti a lui). Nel frattempo il concerto comincia e voi siete sempre più nervosi con attacchi di pianto. Telefonate a vostro padre e fategli una scenata, volendo passategli al telefono anche il bagarino: a quel punto anche il padre deve essere bravo a recitare. Quando il concerto è iniziato da 15-30 minuti e il bagarino ormai non venderà più il suo biglietto, allora imploratelo di regalarvelo. Se siete stati bravi prima, ve lo regalerà (tanto non se ne farà più nulla). La teen ager in questione (che poi aveva 24 anni ma ne dimostrava 16), con questo metodo di sua invenzione, ha visto gratis i Coldplay.

Se siete delle belle ragazze, e quando dico belle intendo davvero bellissime, delle modelle, insomma, sfoderate il vostro sorriso e sbattete le vostre ciglia. A concerto iniziato, è probabile che gli addetti alla security possano fare un’eccezione e farvi entrare, completamente soggiogati dalle vostre grazie.

5. Le Conoscenze

Sfruttiamole! Come dicevo le piccole città stanno diventando straordinariamente aperte nei confronti della musica live…e nelle piccole città ci si conosce un po’ tutti! Fatevi mettere in lista, chiedete spudoratamente di poter entrare gratis, sfruttate le conoscenze dell’amico dell’amico.  Magari potreste conoscere un addetto alla sicurezza, un’assistente, la signora che abita proprio nel palazzo che affaccia sulla piazza del concerto. Magari il vostro migliore amico conosce l’organizzatore e per cui non è un problema aggiungere un nome in più alla lista. Magari conoscete il bassista del gruppo spalla (locale) che apre il concerto. Le vie della musica sono infinite!

6. Fare il volontario

E’ una prassi abbastanza comune nei Festival estivi, anche importanti, cercare volontari per il bar, gli stand, la pulizia, etc. Andate sul sito del Festival e scrivete una email. Potreste ritrovarvi a servire birre fresche e sullo sfondo vedere i Depeche Mode che suonano!

7. Stare Fuori

Dallo stadio, dalla venue, dalla piazza. Niente di più semplice, d’estate poi, senza le barriere di un palazzetto chiuso, potreste rischiare di ascoltare un concerto con un ottima acustica! Se poi la città è piccola, potreste  essere nella via affianco, o appena oltre alle transenne. Certo, non potrete vedere, ma vi assicuro che è sempre bellissimo ascoltare un artista suonare live.

8. Metodi a vostro rischio e pericolo

Scavalcare transenne, muri, superare bodyguard, fingersi qualcuno che non si è (musicisti, giornalisti, fotografi, addetti al palco, assistenti, artisti), costruire il proprio personale pass All-Areas, etc, etc in tanti anni di concerti ne ho sentite davvero di ogni tipo. Un mio amico talmente eccentrico che si finge un artista del gruppo di supporto e con il suo pass All-Areas è entrato a tanti concerti senza che la security sospettasse mai di nulla. Una mia conoscente, modella, che è entrata gratis con il suo “pass” e il suo sorriso ad un concerto di Michael Jackson (erano gli anni 90, è vero, meno tecnologia, ma stiamo parlando di Michael Jackson!). Un conoscente della palestra  che candidamente alla mia domanda “Quanto costava il concerto degli AC/CD?”. “Non lo so. Abbiamo scavalcato.” Per citare solo alcuni esempi di tutte le storie assurde che ho sentito in questi anni. Naturalmente sono metodi che sconsiglio e che non avvaloro: nella migliore delle ipotesi, se vi beccano, vi cacciano fuori a calci nel sedere. Nella peggiore potrebbero anche arrestarvi. Se vi va di correre il rischio! Ecco qui  qualche idea di chi ha fatto di questi metodi un vero e proprio lavoro.  

In ogni caso, W la Musica!

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Alcuni dei concerti che ho visto gratis ultimamente:

Muse, Lisa Stansfield, Gloria Gaynor, James McCartney, I Pooh, The Kolors, Moreno, Litfiba, Pet Shop Boys, Tiromancino,  Antonella Ruggiero, Jennifer Batten (chitarrista di Michael Jackson), I Soul System, Elisa, Irene Grandi, Caparezza, Fabri Fibra, Gabry Ponte, Eiffel65, Ermal Meta, Francesco Gabbani, Elio e Le Storie Tese, Fedex, Mario Biondi, MJ Live (musical), Johnny Gallegher and the Boxtie Band etc, etc, etc,

Steven Tyler in concerto a Collisioni: un vero rocker non smette mai di suonare

Non pensavo di riuscire a vederlo, Steven Tyler in concerto, soprattutto dopo il suo tour di addio con gli Aerosmith di due anni fa, a cui non sono riuscita a partecipare.

Ma quando ho letto che Mr. Tallarico avrebbe fatto un tour con la sua nuova band, i Loving Mary Band, e avrebbe suonato al Festival Collisioni di Barolo, martedì 24 luglio 2018, mi sono catapultata.

Un vero rocker non smette mai di suonare, e Steven Tyler lo ha ampiamente dimostrato (se mai avesse bsogno di dimostrare ancora qualcosa, nella sua lunghissima carriera).

Il concerto non è stato lungo, un ora e un quarto circa, ma quello che è successo sul palco ha reso quell’ora ed ogni suo secondo, indimenticabile.

E’ un alieno, Steven Tyler? A vederlo oggi ti chiedi come avrebbe potuto essere riuscire a vederlo nel pieno delle sue forze.

Un artista ancora immenso, con quell’aura di gloria che solo i mostri sacri del rock hanno, una fisicità più che prorompente (sebbene lui sia minuto, magrissimo). quell’atteggiamento sensuale, ma un po’ buffo anche, che ti fa capire in un istante tutti i perché delle groupie, e le movenze di chi ha fatto del palco il luogo naturale in cui stare.

Un sorriso enorme, che non ha negato al suo pubblico e che mi ha colpito fin da subito. Vedere una persona che dopo cinquant’anni di carriera ancora si diverte a stare sul palco, e lo fa sinceramente, spontaneamente, non ha davvero prezzo. Vedere un frontman avere un orecchio sufficientemente ampio da ascoltare, davvero, la voce dei suoi fan è qualcosa di unico. Steven si fermava, sorrideva, rispondeva alle prime file, lanciava baci, indicava, porgeva il microfono alla folla, leggeva ogni cartello che veniva alzato, prendeva il cellulare di qualcuno, si faceva un selfie e lo restituiva. E lo stesso con la sua band: durante il concerto si è recato da ogni musicista sul palco con lui  per riservagli un sorriso, una pacca sulle spalle, un duetto improvvisato.

Essere ad un concerto di Steven Tyler ti far sentire parte di un qualcosa di più grande: un momento di gloria, un qualcosa da vivere tutto d’un fiato, fino in fondo.

Non è così facile trovare questo tipo di emozioni e per certi versi, con il suo modo di fare, mi ha ricordato un altro pilastro della musica: Freddie Mercury.

A livello vocale, Steven Tyler, ha ancora moltissimo da dare: le sue canzoni sono blues, soul, folk con tantissime variazioni di voce e virtuosismi che ha cavalcato ancora molto bene, arrivando fino in fondo alle viscere.

Emozionante Living on The Edge, meraviglioso il medley di Janis Joplin (Mercedes Benz / Piece of My Heart) – ma chi è che può permettersi di cantare Janis Joplin a settant’anni? – sublime Come Together dei Beatles che solo a nominarla ti puoi fare una figuraccia, figuriamoci a cantarla, e naturalmente, fuori da ogni tipo di umana possibilità di descrizione, la performance al pianoforte di Dream On. Nella parte finale, davvero, ho sentito qualcosa stritolarmi il cuore e sono rimasta a boccheggiare  con lo sguardo incollato al palcoscenico.

Prorompente la fase finale con Walk this Way, e, se proprio devo trovare un difetto, posso dire che non ho condiviso la scelta di chiudere il concerto con Whole Lotta Love (Led Zeppelin);  avrebbe potuto chiudere con una canzone degli Aerosmith. Ma sono piccolezze. Che difronte all’immensità dell’artista, scompaiono.

Quando le luci si sono spente e la folla ha cominciato a diradarsi, ho alzato gli occhi e c’era una gran luna nel cielo di Barolo.

Me ne sono andata anche io, a piccoli passi, con un’euforia strana che mi vibrava dentro, che non provavo da tempo, e che nemmeno il vento fresco delle colline delle Langhe, è riuscito a strapparmi via.

Leggi Anche: Collisioni: l’Agri Rock Festival di Barolo, unico del suo genere, dove la gente si imbuca passando per le vigne

Sweet Emotion (Aerosmith)
Cryin’ (Aerosmith)
I’m Down / Oh! Darling (The Beatles)
Come Together (The Beatles)
Rattlesnake Shake (Fleetwood Mac)
Jaded (Aerosmith)
We’re All Somebody From Somewhere
Mercedes Benz / Piece of My Heart (Janis Joplin)
What It Takes (Aerosmith)
Livin’ on the Edge (Aerosmith)
My Own Worst Enemy
Home Tonight / Dream On (Aerosmith)
Train Kept A-Rollin’ (Tiny Bradshaw)
Walk This Way (Aerosmith)
Whole Lotta Love (Led Zeppelin)

Collisioni: l’Agri Rock Festival di Barolo, unico del suo genere, dove la gente si imbuca passando per le vigne

Barolo (CN) è un comune di 739 abitanti, immerso nelle colline piemontesi, e ieri sera, alla decima edizione del Festival Collisioni eravamo circa 20.000 (malcontati) in più.

Qui, a Barolo, nel cuore delle Langhe, la gente non tenta di scavalcare le transenne per non pagare il biglietto, come nella migliore tradizione rock.
Qui la gente si imbuca direttamente scendendo per le vigne di Barbaresco che circondano il paese, attraversando le colline patrimonio dell’Unesco.

Questo è davvero uno dei tanti motivi che rende unico questo Festival, o meglio un Agri Rock Festival, che quest’anno ha festeggiato i dieci anni con tre concerti d’eccezione: Depeche Mode, Steven Tyler e Lenny Kravitz.

Leggi anche: Steven Tyler in concerto a Collisioni: un vero rocker non smette mai di suonare

Il paese viene completamente chiuso e Barolo con i suoi vini preziosi si fonde con la cultura a 360 gradi: buona musica, libri, incontri, interviste, conferenze….ospitando i grandi gruppi rock, gli scrittori del momento, i giornalisti, opinionisti, e addirittura …un premio nobel! Ogni piazza e ogni angolo si anima con la conferenza del momento e si passeggia sorseggiando un bicchiere di vino mentre si sceglie nel fittissimo programma che non ha mai deluso anno dopo anno, dove andare, cosa fare, cosa ascoltare.
Con un  palinsesto che mi aspetterei di trovare a Londra, cuore della musica, non di certo a …Barolo!

E invece, il rock&roll non delude mai, perché, per citare il giormalista Ernesto Assante “ricordiamoci che non è uno stile musicale, ma è uno stile di vita”.

Collisioni non è solo un Festival di musica come tanti se ne trovano in Italia, Collisioni è un festival unico nel suo genere. Perché è cultura, musica, letteratura, incontro. E’ allo stesso tempo 100% Rock, ma lo è da dentro, nel modo di comunicare, nel modo di vibrare, nel modo di suonare.

Antonello Venditti, Fiorella Mannoia, Sting, Mark Knoplfer, Paolo Nutini, Fedez, J-Ax, Vinicio Capossela, Alex Britti, Renato Zero, Alessandro Baricco, Niccolò Fabi, Alessandro D’avenia, Elio e le storie Tese,  Mauro Corona, il premio Nobel Wole Soyinca, Carla Fracci, Elton John, Arrigo Sacchi, Max-Nek e Renga, Stash, Ligabue, sono solo alcuni degli importantissimi nomi che hanno calcato i palchi del festival  in questi dieci anni (per inciso termina sabato, con il concerto di Lenny Kravitz).

Il tutto condito con un buon bicchiere di Barolo e le Langhe da paesaggio.

La gente del paese alle finestre che guarda i concerti, (come se fosse la festa del paese) e gli anziani in canottiera seduti agli angoli dei bar che si godono lo spettacolo, giocando a carte. Un mix di sobria italianità agricola e di presente, passato e futuro della musica, della cultura direi, internazionale.

Ci si sente in un luogo senza tempo, infatti, dove tutto può succedere, dove tutto è possibile.
Come alzare gli occhi e riuscire ancora a vedere – a contare-  le stelle, nella notte buia a calda di Barolo.

Anteprima X-Factor 2018 : una giornata alle audizioni di Torino

Amo la musica ma lo stesso amore non posso dire di averlo per la televisione. X-Factor, però, è uno dei pochi talent show che mi diverto a seguire e per cui, passare una giornata al PalaAlpitour di Torino, per le audizioni 2018, è stato sicuramente…istruttivo.

X-Factor è un programma complesso,  tutto è molto veloce, le emozioni sono portate al massimo, ma sarà davvero così?

Generalmente quello che si vede in TV è il risultato di un minuzioso taglia, copia, incolla che deve essere il risultato fisico di quello che si erano riproposti gli autori.

Arriviamo intorno alle 15.30, dopo una coda al sole,  entriamo al PalaAlpititour: ci fanno accomodare, l’arena è stata ridimensionata di almeno un quarto, per esigenze televisive, saremo mal contati 2000 persone. Il palco è davanti a noi, importante, di un nero lucido, sui lati e sul fondo gli schermi al led e il famoso logo del programma.  Al centro del parterre il tavolo dei giudici, quattro sedie, quattro microfoni, ancora vuoto. Ci accoglie e ci accompagna per tutta la giornata Luca Rossi: con la sua piacevole parlantina ci intrattiene, passa tra il pubblico, cerca di fare incontrare e fidanzare i single in sala. Un modo divertente per ingannare l’attesa e le, a volte, lunghissime pause.

Le registrazioni iniziano, è severamente vietato fare fotografie (sono una persona onesta…non ne ho scattata nemmeno una!) e ogni tanto qualcuno veniva pinzato col telefono a mezz’aria. Arrivano i giudici, Fedex, Manuel Agnelli, Mara Maionchi e Asia Argento e si accomodano fra gli applausi, al loro tavolo. L’atmosfera è frizzante, perché tocca il primo esordiente, e, sinceramente, non avrei voluto essere il al suo posto, perché rompere il ghiaccio non è mai semplice.

Sale sul palco una band: sono tranquilli, il che mi stupisce. Nessuno in TV, in quel programma pare mai tranquillo. Ma in realtà, senza musica, senza montaggio, senza storia personale, si ha l’idea semplicemente di assistere ad una vera e propria audizione. I ragazzi suonano il loro inedito e sono i primi concorrenti a passare! Da quel momento in poi scorrono sul palco i successivi concorrenti, ogni esibizione necessita di un tempo medio di 15 – 20 minuti, in alcuni casi anche mezz’ora.

La sensazione generale è di assistere a delle audizioni, i giudici sono molto posati ed onesti nelle le loro disquisizioni. Ponderano le parole, a volte si dilungano (credo che molti loro giudizi e consigli verranno poi tagliati).  Manuel Agnelli è preciso come al solito, nella sua immensa cultura musicale, Fedex onesto e realista, Mara Maionchi (le parolacce le dice, e sono uno spasso, ma non così tante come si vede in TV) è passionale, diretta, i suoi giudizi sono corposi e riesce a farti scivolare anche cose pesanti  come  – il tuo pezzo inedito non conta niente – con una leggerezza che non ci si può arrabbiare. Asia Argento, la new entry di quest’anno è stata diretta, quasi come Manuel, straordinariamente gentile, precisa, estremamente focalizzata su ogni pezzo che sentiva: fra tutti i giudici è quella che ha fatto più domande ai concorrenti.

Ci sono stati artisti eclettici, con strumenti musicali originali, ragazzi giovanissimi (17 anni), e meno giovani (54 anni),  diverse culture e nazionalità (coreani, cinesi, giapponesi, africani, alcuni di nuova generazione, nati in Italia) che  certamente daranno un tocco speciale all’edizione di quest’anno. Moltissimi artisti hanno proposto i loro inediti all’audizione, segnale di una certa apertura da parte del programma.

Ho notato che i quattro giudici ai tavolo si pongono sempre in maniera neutra nei confronti di chi devono giudicare, sono aperti all’ascolto. Tutto dipende dal modo in cui la persona si propone. Le emozioni, seduta fra il pubblico, arrivano amplificate, e si sente tutto; quando un concorrente è sincero, quando è timido, se è emozionato, gli si legge in viso il duro lavoro fatto fino a quel giorno, ma si sente benissimo anche quando una persona è lì solo per avere un passeggero istante di gloria.

Ecco, se c’è una cosa che i giudici proprio non reggono è l’autorefenzialità (io ho fatto questo e quello, e poi ancora questo e ancora quello) e l’atteggiamento borioso di chi pensa di essere già arrivato.  Stringono i denti anche quando il concorrente risponde ai loro commenti, interrompendoli. Bisognerebbe tacere, ad un audizione, qualsiasi sia il responso, a meno che non sia espressamente richiesto.

In questa giornata di audizione, ho notato che tutti e quattro i giudici non sono mai stati arroganti o scortesi con le persone sul palco, anche quando dovevano esprimere un giudizio negativo. Hanno sempre usato rispetto, approfondendo molto bene le motivazioni dei propri no, a volte distillando consigli di cui ogni esordiente dovrebbe fare tesoro. A volte, nella versione finale televisiva, forse a causa dei tagli, si può avere un’impressione diversa.

Unica perplessità: ad un certo punto, un cantautore, che aveva appena proposto una cover, a discapito di un suo pezzo, alla domanda dei giudici “perchè non hai cantato un tuo pezzo?” ha risposto “perchè mi hanno detto di fare questo!”.

E’ calato un attimo di gelido silenzio.  Non sapremo mai cosa avesse voluto dire, e magari chissà, la sua frase verrà anche tagliata, ma insomma, esiste, probabilmente, un lato oscuro in ogni cosa.

Tutto il resto mi è sembrato piuttosto reale: l’impegno dei giudici nel giudicare gli artisti, la spontaneità del pubblico negli applausi e nelle standing-ovation ( in alcuni casi, può considerarsi davvero in quinto giudice), la gente dietro le quinte che in TV non si vede ma che lavora e lavora sodo.

Il siparietto della giornata è stato il cambio di camicia, in plenaria, di Fedex. Le ragazze negli spalti sono andate in visibilio : ebbene sì, ragazze, con la prima calura estiva anche a Fedex sudano le ascelle.

Siamo usciti dal PalaAlpitour a mezzanotte passata: la notte a Torino era fresca, una leggera brezza soffiava tra il vociare delle persone.

Restermo in attesa di vedere la prima puntata di X-Factor in TV.