Plastica ottenuta dal prezzemolo? Una realtà che già esiste

Plastica completamente biodegradabile ottenuta dal prezzemolo e dalla patata? Non è fantascienza ma una realtà che già esiste ed è pronta per arrivare sul mercato, ce lo dice Roberto Cingolani direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, durante la sua conferenza al Festival della Comunicazione di Camogli.

Se ciò potesse avvenire in tempi brevi sarebbe una vera e propria rivoluzione tecnologica ed ambientale, visto che attualmente sono 290 milioni le tonnellate di plastica che vengono prodotte ogni anno e ogni singolo grammo ci mette circa 1000 anni per biodegradarsi. Per non parlare anche dei costi esorbitanti di smaltimento o di riciclo. Questo perché la plastica che utilizziamo tutti i giorni nei più svariati campi deriva dal petrolio.

La domanda è: Perché usare il petrolio?

Tutto ciò che è “plastico” in natura è composto di cellulosa, dice Cingolani. L’albero ad esempio è composto da cellulosa più lignina. Come il prezzemolo o la patata e moltissimi altri alimenti che vengono utilizzati per l’alimentazione.

Attualmente l’industria alimentare nella fase di lavorazione ha circa un 50% di scarto che viene buttato via: ossia cellulosa allo stato puro che potrebbe essere utilizzata per la produzione della plastica.

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La mia breve guida al risparmio energetico | i gesti quotidiani alla portata di tutti

Molti guardano con tristezza al Pianeta Terra focalizzandosi solamente sugli aspetti negativi come inquinamento, risorse in esaurimento, deforestazione, etc.

Certamente i mass media non ci aiutano a focalizzarci sugli aspetti positivi e molto spesso non ci danno soluzioni su cosa poter fare  di concreto per la salvaguardia dell’ambiente.  E’ certo che viviamo in un mondo veloce, che ci tiene impegnati, e  non possiamo pensare di diventare tutti “attivisti” per l’ambiente in senso lato, ma ognuno di noi, nel suo piccolo e come entità interconnessa al resto dell’umanità, può fare molto,  con piccoli gesti quotidiani.

“Se vuoi che il mondo sia un posto migliore, guarda l’uomo riflesso nello specchio e fai un cambiamento”

Cantava Michael Jackson nella sua Man in The Mirror, è ed proprio vero.  Partiamo da noi.

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Le Ragazze del Rock | La mia Intervista alle JOANovARC

E’ davvero interessante oggi, in un momento storico in cui il potere del Femminino Sacro si sta risvegliando in moltissime situazioni di vita, incontrare la prima Rock Band inglese tutta al Femminile. Con un nome capace di scuotere anche i pilastri della Terra: JOANovARC.

Il 27 Maggio 2011 usciva “Beneath The Sky” il primo EP di queste magnifiche 4 ragazze inglesi, Sam, Deborah, Laura e Shelley, (ascoltarlo è d’obbligo, soprattutto le meravigliose Peace of Mind e Seed of Summer) e sempre nello stesso hanno hanno girato il loro video di debutto ‘Peace of Mind’ con Rachel Price della Bristol BBC, che ha ottenuto migliaia di visualizzazioni su YouTube!

Ed ad oggi sono la prima Rock band inglese tutta al femminile ad avere la loro canzone (Say Sayonara, pubblicata il 10 Giugno 2013) inclusa nella set –list nel gioco per XBOX 360 “ROCKBAND” e ad essere supportate dalla storica casa Gibson. Il loro nuovo singolo “Stars” è uscito il 30 Settembre 2013 ed è stato ufficialmente presentato al Bare Bones Studio a Stevenage, sabato 14 Dicembre. Le ragazze stanno attualmente lavorando su tantissimo nuovo materiale con il leggendario ‘Stuart Epps’ (Led Zeppelin, Oasis, Elton John…) e si prevede un nuovo esplosivo album per il 2014. Perchè le JOANovARC hanno mixato stili edinfluenze musicali diverse, come Motorhead, Metallica, Joan Jett, AC/DC, Led Zeppelin, Foo fighters e Kings of Leon per creare il loro unico stile.

Nel frattempo continuano a suonare live in giro per il mondo, dall’Europa fino agli Stati Uniti. Le ho intervistate proprio dopo un concerto sold-out in Germania.

D: Una band con un nome così potente. Chi sono le JOANovARC, come vi siete incontrate e come avete iniziato a fare musica?

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La Musica Come Espansione della Coscienza

Il suono che noi udiamo è solo la punta dell’iceberg che è metaforicamente nascosto sotto la superficie del sensorialmente percepibuke“. Così scrive nel suo articolo su Quantic Magazine Luca Ferretti, articolo che ho voluto assolutamente condividere in quanto credo fermamente che la Musica abbia davvero un potere magico sulle coscienze, sul nostro cuore,  nel nostro interno.  La musica è come un catalizzatore di emozioni, ma anche solo un suono, una voce. Le parole…anzi il suono delle parole,  è il come vengono dette che rimane impresso nel cuore.

Ma non voglio dilungarmi…Buona Lettura!

L’Espansione Della Coscienza Tramite La Voce: La Magia Creatrice Del Suono | di Luca Ferretti:

Il suono è molto di più di ciò che possiamo identificare con quanto ascoltiamo o quello che è possibile registrare anche con i più sofisticati strumenti. Difatti noi parliamo di suono, voce e musica usando queste parole per descrivere un aspetto della realtà che è molto più ampio.Il nostro sistema percettivo e i sistemi di rilevazione tecnologica che abbiamo costruito, infatti, permettono ad ognuno di noi di cogliere solo una piccola parte della meraviglia che è per lo più nascosta ma che possiamo intuire: il suono udibile è solamente la punta dell’iceberg che è metaforicamente nascosto sotto la superficie del sensorialmente percepibile! Quando ci troviamo ad ascoltare o produciamo armonie sonore, sia con la voce che con gli strumenti, interagiamo letteralmente con il tessuto della coscienza e la matrice della realtà e, attraverso suono e musica, entriamo in diretta relazione con infinite dimensioni. Questa sua natura permette ad ognuno di noi di creare un ponte per porre in comunicazione la nostra coscienza con spazi più ampi di Intelligenza entrando Continue reading →

Muse’s Blackout: a Supermassive Masterpiece | Un Capolavoro “Supermassivo”.

Blackout mi ha conquistato fin dalla prima nota. Inizia lenta, con un assaggio di archi, un arpeggio di mandolino e un coro assonnato che ti guida in una danza lenta dell’anima. La voce dolce e vibrata di Mattew Bellamy entra morbida come zucchero che si scioglie sul fuoco, si trascina sulle note quasi appropriandosi del ritmo e  e il suono degli archi scivola liscio come il pigro ruscello di un giardino zen.

Ci si trova nei pressi di un sogno. Sospesi nell’aria a lasciarsi cullare da questo ritmo lento, un valzer dell’etere, una musica del cuore.

Registrata agli Air Studios di Londra fra il 2002 e il 2003 è la nona traccia dell’Album capolavoro “Absolution”, pubblicato il 23 Settembre 2003.

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Billie Jean: Un Capolavoro che abbraccia una Perfetta Linea di Basso

Si doveva chiamare “Not my lover”. E doveva essere una delle nove tracce del nuovissimo album “Starlight” di Michael Jackson. Dopo 400 nomi scritti su di un foglio, l’album è stato chiamato Thriller e solo a pronunciarlo, quel nome, riesce a farmi venire i brividi: rimane ancora oggi l’album più venduto della storia della discografia mondiale, superando il muro dei 100 milioni di copie.

Quest’anno Billie Jean compie 30 anni (uscì come secondo singolo estratto dall’album, il 2 gennaio 1983) ed ascoltare il suo sound magico mi fa ancora venire voglia di ballare: è impossibile non farlo!

Michael se ne stava chiuso in studio ormai da settimane (guadagnandosi il soprannome di “Puzzone”, “Smelly” in inglese – il motivo è evidente) e cercava una canzone che lo rappresentasse, che parlasse di quel ritmo che lui sentiva dentro, era come ossessionato da qualcosa che avesse una linea di basso perfetta, una cadenza mai sentita prima, che potesse fare ballare ma allo stesso modo che raccontasse qualcosa di importante.

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